Quanto Costa Registrare un Marchio Aziendale

Cos’è un marchio e cosa comporta la sua registrazione?

 

Un marchio è un segno, avente valore legale, che rappresenta l’immagine di un prodotto o di un’azienda, garantendone in tal modo l’esclusività.

La registrazione di un marchio comporta la tutela da parte del titolare nei confronti di terzi, che potrebbero vendere prodotti simili o affini approfittando del marchio già noto, nonché la tutela da parte dei consumatori, che in questo modo potranno conoscere la provenienza del prodotto.

La registrazione di un marchio non è un’operazione complessa, ma per farla è preferibile rivolgersi a degli esperti.

La prima cosa da fare è verificare se qualcun altro prima di noi abbia avuto la stessa idea.

Questa fase si chiama ricerca di anteriorità e anche se non obbligatoria, permette di risparmiare tempo e soldi.

Se infatti, il nostro marchio dovesse già esistere, potremmo incorrere in problemi legali e multe da pagare.

L’ufficio si limita alla sola registrazione del marchio e non effettua la ricerca di anteriorità prima della registrazione.

L’indagine può essere fatta attraverso delle ricerche nei data base che è possibile trovare su internet, anche se è preferibile, in questo caso, rivolgersi ad esperti.

Nel caso in cui il marchio risultasse disponibile, sarà possibile procedere a depositarlo presso l’ufficio brevetti.

Possono essere registrati come marchio: parole (nomi di persona inclusi), cifre, suoni, colori, lettere e disegni, a patto che siano nuovi e leciti.

 

La registrazione del marchio si divide in varie fasi

 

Dopo essersi recati alla Camera di Commercio, l’ufficio effettua delle verifiche controllando che il marchio si attenga alle leggi sopracitate.

Dopo aver appurato che non esista alcun impedimento, si procede alla pubblicazione, con diritto di revoca da parte del titolare, entro 3 mesi dalla diffusione del marchio al pubblico.

Dopodiché si passa alla registrazione con successiva emissione di un certificato.

Costo per la Registrazione del Marchio

Quanto costa registrare un marchio d’impresa?

 

Il prezzo per la registrazione del marchio dipende dal numero di categorie cui esso appartiene.

Le categorie di un marchio sono 45 e coincidono con le categorie merceologiche del prodotto.

Oltre alla marca da bollo di 16 €, si pagheranno 101 € per la registrazione più una classe di prodotto e 34 € per ogni classe che si vuole aggiungere.

Per un risparmio garantito ed una professionalità riconosciuta vi consigliamo il servizio di registrazione marchio offerto da www.ufficiobrevettimarchi.it

 

Che durata ha il diritto sul marchio?

 

I diritti sul marchio hanno una durata di 10 anni, rinnovabili per altri 10 e così via, ma se il marchio dovesse restare inutilizzato per un massimo di 5 anni verrà a decadere.

Il marchio registrato è valido in tutto il mondo?

Il marchio registrato in Italia è valido solo nel territorio italiano, ma esiste anche la possibilità di registrare un marchio comunitario estendibile in tutti i paesi dell’Europa.

Il trading potrebbe rivelarsi un’ottima possibilità di guadagno, che, anche in poco tempo, potrebbe portare a raggiungere guadagni elevati. Molte persone, proprio per questo motivo sono interessate ad intraprendere una carriera da trader, avendo così la possibilità di cambiare la propria vita per sempre, raggiungendo finalmente il tanto desiderato benessere economico. Per questo motivo sono stati creati vari corsi trading adatti a tutte le esigenze.

Cos’è il trading?

Il termine “trading” deriva dall’inglese è significa letteralmente “commercio”. Il trading, dunque, indica un’attività di scambio di beni che il trader ha il compito di acquistare e rivendere in modo da ottenere profitto. Lo scopo è, dunque, quello di acquistare un bene virtuale e di riuscire a rivenderlo per una cifra maggiore rispetto a quella per la quale è stato acquistato.

Per riuscire con successo in questa operazione è essenziale tenersi costantemente informati sull’andamento del mercato in modo da riuscire a prevedere nel tempo il valore del bene che intendiamo rivendere e tenersi aggiornati frequentando corsi trading.

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Il Mercato finanziario e Forex

Il mercato finanziario è una “piazza affari” virtuale dove avvengono le operazioni di scambio di beni come, per esempio, le materie prime. Effettuato l’acquisto, il trader otterrà un titolo virtuale che certificherà il suo possesso, che potrà rivendere al momento in cui la situazione economica lo renderà profittevole.

Il mercato Forex, invece, non tratta la compravendita di materie prime ma, bensì, lo scambio di valute (per esempio, Dollaro contro Euro). Oggi giorno, il mercato Forex è considerato il mercato più grande e più efficiente al mondo, in quanto l’andamento di questo mercato determina quello dell’economia mondiale. Questo fa sì che molti trader professionisti riescano a guadagnare cifre esorbitanti operando sul Forex.

In quanto i cambi tra le varie valute dipendono da molti fattori come l’andamento dell’economia, l’andamento della finanza pubblica e i prezzi delle materie prime, è essenziale, come insegnano i corsi trading, riuscire a prevedere i possibili cambiamenti del mercato nel breve o medio periodo, potendo, così, individuare le valute sconvenienti e, al contrario, quelle che diventeranno più forti.

I corsi di trading

Possiamo, dunque, dire che per riuscire ad avere successo nel mondo del trading è essenziale applicarsi, operando con un impegno costante e prestando una costante attenzione all’andamento dei mercati economici e finanziari. Tuttavia solo questo non basta: è indispensabile anche avere padronanza dei concetti basilari del trading e individuare quali sono gli strumenti migliori con la quale operare.

Molte persone pensano che diventando trader si possa diventare ricchi velocemente e senza avere conoscere i fondamenti del mercato valutario e questa credenza porta quasi sempre al fallimento.
Per questo motivo, prima di lanciarsi nel proficuo mercato finanziario è consigliabile frequentare almeno uno dei migliori corsi trading che spieghi, passo dopo passo, quali sono i segreti dei professionisti nel campo del trading, apprendendo, così, i fondamenti che potranno portare a crearsi una rendita mensile anche superiore ai 4.000 euro. Per riuscirci è necessario diventare dei trader esperti affidandosi agli insegnamenti di operatori competenti.

Per concludere possiamo dire che è sicuramente possibile crearsi una rendita economica di successo operando nel campo del trading. Per farlo, però, è essenziale informarsi su quali siano gli strumenti più utili e seguendo corsi trading con i quali sarà possibile apprendere i fondamenti del mercato ed estrapolare consigli che, uniti ad un po’ di esperienza, renderanno i principianti trader professionisti.

 

comprare lingotti oro

Perché comprare lingotti d’oro

Fino a poco tempo fa i risparmiatori privati italiani potevano comprare oro soltanto sotto forma di monete, gioielli, placchette o altri oggetti. Oggi, in base alla legge n.7 del 17 gennaio 2000, possono comprare anche oro fino, ovvero oro che non è stato ancora sottoposto a lavorazione, in altre parole è possibile comprare lingotti oro.

Investire in oro è una scelta molto conveniente per i risparmiatori italiani. L’oro è un bene rifugio, ovvero un bene dotato di un valore intrinseco che tende a non svalutarsi mai, indipendentemente dalla situazione economica. Inoltre, negli ultimi anni, la sua quotazione si è sempre mantenuta abbastanza alta. Comprare lingotti oro, nello specifico, è sempre più conveniente che comprare altri oggetti d’oro, in quanto, a parità di peso, il valore dei primi è sempre maggiore rispetto ai secondi.

Quale tipo di lingotto acquistare

I lingotti sono disponibili in varie dimensioni e vario peso. Al variare di queste caratteristiche varia anche il prezzo del lingotto. Infatti un lingotto da un chilo ha un prezzo più basso di quello che avrebbero mille lingotti da un grammo perché in questo caso bisognerebbe tener conto anche dei maggiori costi di produzione.

Il valore dei lingotti da un grammo, che solitamente vengono regalati, è talvolta il doppio di quello effettivo dell’oro. Il costo della manifattura è forse l’unico svantaggio che caratterizza i lingotti d’oro rispetto, per fare un esempio, alle monete in oro puro.
comprare lingotti oro
In totale esistono una trentina di tipi di lingotto. Gli esperti consigliano di comprare lingotti oro provenienti dai mercati dell’oro regolamentati. Questi lingotti sono sottoposti ad una serie di test (“saggiatura“), sono rifiniti da raffinerie autorizzate e recano un un marchio che certifica la loro purezza, ovvero garantisce che sono composti di oro a 24 carati con una purezza minima del 99,5%.

Inoltre questi lingotti sono dotati di un numero di serie tramite il quale ogni suo spostamento risulta tracciabile. I lingotti più diffusi sono i lingotti Good Delivery, riconosciuti dal mercato professionale di Londra. Pesano 400 once troy (circa 12,4 Kg). Tuttavia, anche i lingotti da un chilo o da un’oncia possono essere una buona opzione soprattutto per un semplice investitore privato.

Come avviene l’acquisto, la conservazione e la rivendita

I lingotti si acquistano generalmente dalle banche ma anche da attività come i banco metalli e online. Esistono persino dei distributori automatici detti “Gold to go” che forniscono lingotti di piccole dimensioni. L’acquisto può avvenire in euro o in dollari.

Gli istituti che vendono oro generalmente si avvalgono di caveau accreditati, locali sotterranei adibiti specificatamente a custodire valori. Si tratta della soluzione migliore per conservare i lingotti d’oro: i lingotti vengono trattati con la massima cura possibile così da garantire interamente la loro integrità.

Si possono prelevare i lingotti dai caveau per custodirli in una cassetta di sicurezza nella propria abitazione, ma in tal caso essi potrebbero subire una svalutazione in quanto perdono la garanzia di integrità.

Nel momento in cui si andrà a vendere un lingotto, sarà necessario far effettuare nuovamente i test, il cui costo è a carico del possessore. Vendere oro oggi è particolarmente facile: abbondano infatti i centri che acquistano oro, i cosiddetti banco metalli, che negli ultimi anni sono proliferati sensibilmente, complice anche la crisi economica. Occorre recarvi muniti di carta d’identità e certificazione; avrete subito una stima del valore del lingotto in base alla quale potrete decidere se venderlo o meno.

Analisi delle quotazioni oro

Gli effetti della crisi hanno spinto sempre più persone a fare cassa cedendo i propri metalli preziosi, talvolta ad un prezzo poco congruo. Sono numerosissimi gli sportelli dei compro oro comparsi nelle nostre città, per affari ghiotti, vista la continua crescita della quotazione oro negli ultimi anni.

Crescita questa che ha fatto registrare dei veri e propri record nelle valutazioni. L’oro è per antonomasia il principale bene rifugio il cui valore di riferimento – al grammo o all’oncia – è fissato dalla Borsa di Londra due volte al giorno (anche noto come fixing dell’oro). La quotazione oro è stabilita sulla base principalmente del numero di scambi di metallo effettuati tra gli operatori di Borsa e dalle quantità coinvolte nelle transazioni.

la crescita record dei compro oro
Cosa interviene nella quotazione oro eseguita dal compro oro

In genere l’oro in possesso dei comuni cittadini è di gioielleria. Ciò significa che non è puro dato che non sarebbe lavorabile, ma è in lega con altri metalli più duri come il rame, l’argento, il nichel o palladio: in funzione del metallo aggiunto varia il colore della lega, generando così l’oro giallo, l’oro bianco, l’oro verde, l’oro rosso e via discorrendo.

Per una corretta quotazione oro è indispensabile allora valutarne la purezza: è misurata in carati con una scala che fissa in 24 carati l’oro puro ed in 18 carati il miglior oro utilizzato in gioielleria.

E’ semplice identificare i carati dei nostri gioielli dato che la legge italiana impone la presenza, su ogni manufatto, di un punzone che la dichiari, oltre ad altre informazioni come il titolo dell’oro ovvero la quantità di metallo puro rispetto alla lega. L’oro 18 carati garantisce la più alta quotazione oro possibile.

Consigli per una regolare compravendita

Le notizie di cronaca degli ultimi anni ci insegnano che truffe e raggiri sono sempre dietro l’angolo, specie per i meno informati. Ecco un elenco di consigli per evitarle ed assicurarsi una congrua quotazione dell’oro.

  • Quotazione: informarsi sulla reale quotazione oro di mercato, in modo da poter verificare il prezzo applicato dall’esercente. Fate attenzione alla purezza del vostro oro: in genere è esposto il prezzo pagato per l’oro puro di 24 carati, per attirare una maggiore clientela. La quotazione dell’oro di 18 carati è almeno il 20% più bassa;
  • Purezza e peso: una volta determinati i carati dall’apposita punzonatura, pesate a casa i metalli che volete vendere. Talvolta la bilance di precisione degli esercenti sono alterate in maniera da alleggerire i metalli pesati. Questo stratagemma, ottenuto per mezzo di svariate tecniche, influenzerà molto il preventivo di vendita. La quotazione oro che compone il preventivo di acquisto è calcolata come il prodotto dei grammi di oro effettivi per il prezzo unitario offerto.
  • Documenti: In caso di accettazione della valutazione dei vostri preziosi, il negoziante deve innanzitutto esigere i documenti del cliente. Questo perché l’oro acquistato deve essere tracciabile al fine di scongiurare il proliferare di attività illecite come ricettazione e riciclaggio, infatti l’oro presentato in negozio potrebbe essere il provento di una rapina. In secondo luogo deve redigere una ricevuta dettagliata con i dati del venditore, le informazioni della merce, la quotazione oro e l’importo della compravendita nonché le modalità di pagamento.